VIDEOCORSO AI | PARTE 1

INTRO ALL’ARGOMENTO

INTRO ALL’ARGOMENTO

Al giorno d’oggi l’intelligenza artificiale viene utilizzata costantemente, spesso addirittura senza accorgercene. Dalla navigazione online agli strumenti di lavoro, l’I.A. è già parte integrante delle attività quotidiane. Insieme alle opportunità però crescono anche i rischi: sicurezza dei dati, utilizzo corretto delle informazioni e rispetto della normativa privacy sono aspetti sempre più centrali. Per questo Euristica SRL ha sviluppato un progetto dedicato, pensato per aiutare voi, aziende e organizzazioni, a comprendere e utilizzare queste tecnologie in modo consapevole, conforme ed informato. Questo percorso non è solo formazione: come sapete va ad integrare i servizi attuali di adeguamento GDPR, incluse le verifiche periodiche sul vostro sistema di rete. Nell’ambito del servizio Privacy e sistemistico che già eroghiamo, verranno forniti strumenti operativi fondamentali, come informative dedicate e regolamenti interni per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in azienda, in linea con quanto richiesto dalla normativa. L’obiettivo è semplice: mantenere nel tempo un livello di conformità reale, aggiornato e coerente con quanto previsto dalla normativa. Euristica rappresenta un partner affidabile: un servizio completo, continuo e strutturato, che non si limita alla teoria, ma lavora ogni giorno per garantire sicurezza, conformità e tranquillità operativa. Buona visione!

L’Intelligenza Artificiale non è un singolo programma (come ChatGPT), ma una disciplina che studia come riprodurre i processi mentali umani tramite computer.

Secondo Treccani, l’IA segue due direzioni: da un lato cerca di imitare l’intelligenza umana, dall’altro usa le simulazioni per comprenderla meglio.

Alcune capacità (memoria, logica, linguaggio) sono già replicabili; altre, come emozioni ed empatia, restano umane.

Nasce così il binario uomo–macchina: costruiamo sistemi per imitare la mente e, allo stesso tempo, li usiamo per studiarla.
Vedremo infatti come lo sviluppo dell’IA sia sorprendentemente simile a quello di un neonato.

Il percorso di IA e neonato inizia allo stesso modo: raccogliere dati per costruire una base di conoscenza.

L’IA acquisisce informazioni da tre fonti principali: Internet, database strutturati e sensori. Tutti questi dati formano il dataset iniziale.

Il neonato, invece, raccoglie dati tramite i cinque sensi: vede, ascolta, tocca e osserva il mondo.

La differenza è l’origine dei dati: digitale per l’IA, fisica per il bambino. Il principio però è identico.

Dopo la raccolta, i dati devono essere organizzati e resi utilizzabili.

Questa fase comprende tre passaggi: pulizia (eliminare errori), normalizzazione (rendere i dati coerenti) e trasformazione (renderli leggibili alla macchina).

In pratica, si passa da dati grezzi a informazioni ordinate e affidabili.

Anche il neonato fa qualcosa di simile: inizia a distinguere gli stimoli importanti da quelli irrilevanti, classificando ciò che percepisce.

Entrambi filtrano e organizzano le informazioni per prepararsi ad apprendere.

Qui avviene il passaggio chiave: dai dati alla conoscenza.

L’IA apprende riconoscendo schemi (algoritmi) attraverso tre modalità: supervisionata, non supervisionata e per rinforzo.

Ad esempio, nel linguaggio impara regole come l’ordine delle parole o le strutture grammaticali.

Anche il neonato crea “schemi”: impara che certe azioni portano a determinate conseguenze (es. piangere → attenzione).

L’apprendimento si basa su tre elementi comuni: associazione, imitazione e ripetizione.

Per passare a un livello superiore, l’IA deve collegare più schemi tra loro.

Nascono così le reti neurali, ispirate al cervello umano: nodi (neuroni) e connessioni (sinapsi) che lavorano insieme.

Grazie ai “pesi”, il sistema impara quali connessioni sono più importanti.

Questo permette di analizzare problemi complessi, come riconoscere un’immagine passando da forme semplici a dettagli sempre più specifici.

Con l’esperienza, queste connessioni si rafforzano, proprio come nel cervello umano.

Qui l’IA inizia a usare ciò che ha imparato.

Durante l’inferenza, il sistema analizza nuovi dati, li confronta con gli schemi appresi e fa previsioni.

Ad esempio, completa una frase scegliendo la parola più probabile, non a caso ma in base al contesto.

È lo stesso meccanismo con cui noi anticipiamo il finale di una frase o di un evento.

Anche il neonato impara a prevedere ciò che accadrà osservando schemi ripetuti.
È qui che possiamo parlare davvero di “intelligenza”.

Dopo l’addestramento, inizia il miglioramento continuo.

L’IA affina le proprie capacità grazie a feedback, correzioni e nuovi dati. Non impara da zero, ma migliora ciò che già sa.

Il riaddestramento aggiorna il modello, rendendolo più preciso e affidabile nel tempo.

Il processo è ciclico: prova → feedback → miglioramento → nuova prova.

Proprio come un bambino, anche l’IA cresce attraverso errori, esperienza e pratica.

DIECI REGOLE E SUGGERIMENTI PER UN UTILIZZO CORRETTO E FUNZIONALE DELL’I.A.

Non inserire ragioni sociali, documenti aziendali riservati, analisi specifiche, riferimenti a progetti interni, database e loro parti, documenti di testo ed Excel, in sintesi tutto ciò che è legato all’ambito lavorativo, a colleghi, clienti e fornitori.
Inserire dati in un motore AI equivale a perderli e le perdite di dati aziendali sono penalmente perseguibili.

Non inserire i tuoi dati personali né quelli altrui, non inserire nomi e cognomi, numeri di telefono, indirizzi fisici o digitali, foto, video né documenti medici.
Il GDPR ci protegge se noi siamo in grado di farci proteggere, se spargiamo dati come fossero semi non faranno che crescere problemi.

scrivi richieste chiare e generiche, evitando riferimenti a dati sensibili o contesti riservati, rileggi prima di inviare e assicurati di non aver inserito dati e di aver posto la domanda corretta.
Un prompt mal formulato può causare la diffusione involontaria di informazioni critiche.

Ricorda che l’IA non ha coscienza, non comprende il contesto umano e non deve (per legge) mai sostituire la coscienza umana nel processo di presa di decisioni.
Usarla come unico strumento decisionale può generare rischi operativi, legali ed etici.

Utilizza l’IA come strumento, non come sostituto totale del pensiero critico o del lavoro e delle capacità umane.
La dipendenza dall’IA può ridurre competenze, autonomia, abilità e capacità di giudizio.

aggiornati costantemente su strumenti, rischi, buone pratiche e novità legate al mondo dell’IA.
Il mondo dell’IA è in costante e veloce sviluppo, fare del proprio meglio per restare aggiornati è fondamentale.

Usa l’IA in modo equo, rispettoso e trasparente, evitando discriminazioni o manipolazioni.
Un uso scorretto può danneggiare persone, aziende e società, anche legalmente.

valuta sempre dove, come e perché stai usando l’IA: ogni ambiente ha regole e sensibilità diverse.
Un uso fuori contesto può causare fraintendimenti, violazioni o danni reputazionali.

Segnala immediatamente qualsiasi uso improprio dell’intelligenza artificiale
Far notare che si sta utilizzando l’I.A. in modo sbagliato è innocuo e salvaguarda da potenziali problematiche di rilievo.

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